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Studio
del piccolo intestino nella malattia di Crohn:
clisma del tenue o tenue seriato?
Dr. Alberto Prada
Reparto di Gastroenterologia
Ospedale di Rho
La malattia di Crohn è una malattia infiammatoria cronica
che può interessare qualunque punto del canale alimentare,
dalla bocca all'ano. Tuttavia la sede più frequente è
la parete terminale del piccolo intestino,
l'ileo, sia come localizzazione unica che in associazione ad altre
sedi, in particolare il colon.
Tutte le aree potenzialmente interessate, tranne il piccolo intestino,
possono essere esplorate direttamente o tramite endoscopia. La valutazione
del piccolo intestino invece può essere condotta radiologicamente
con due tecniche :
(1) clisma del tenue
(2) tenue seriato
Il clisma del tenue consiste nella introduzione di una certa quantità
di bario (150 - 200 ml) nel piccolo intestino che viene spinta avanti
da una sostanza trasparente ai raggi X, la metilcellulosa, ottenendosi
così la verniciatura delle pareti col bario e inoltre si
ha la distensione del viscere. In questo modo si evidenziano molto
bene tutte le alterazioni delle pareti, oltre che del calibro. Purtroppo
la metilcellulosa nello stomaco provoca il vomito, per cui è
necessario introdurla direttamente nel piccolo intestino, dopo il
duodeno, attraverso un sondino.
Il posizionamento del sondino, che viene introdotto nel tubo digerente
attraverso il naso, è piuttosto fastidioso e non sempre possibile.
Il tenue seriato ( tubo digerente con studio del piccolo intestino
) viene eseguito facendo bere il bario, che opacizza quindi esofago,
stomaco e duodeno ove vengono scattati gli opportuni radiogrammi.
Successivamente vengono eseguiti radiogrammi a tempi fissi fino
a che si opacizza tutto il piccolo intestino e il colon destro ed
eventuali radiogrammi mirati ove necessario.
La letteratura indica attualmente nel clisma del tenue la procedura
di scelta.
Alla fine dello scorso anno è stato pubblicato su Gastroenterology(1)
da parte di un gruppo Canadese uno studio comparativo delle due
metodiche radiologiche per lo studio del piccolo intestino nella
malattia di Crohn. Le conclusioni degli autori sono a favore del
tenue seriato e derivano dalla valutazione di diversi parametri
che comprendono:
(a) capacità di identificare le lesioni
(b) tempo di esposizione alle radiazioni
(c) durata dell'esame
(d) accettabilità da parte dei pazienti
Indubbiamente per i pazienti che devono essere sottoposti allo
studio del piccolo intestino, in genere per la valutazione dell'estensione
della malattia e di eventuali complicanze (stenosi / fistole) il
clisma del tenue è un esame molto sgradevole e pertanto l'uso
del tenue seriato sarebbe molto gradito.
Peraltro i risultati proposti devono essere presi con prudenza,
essendo fondamentalmente dovuti alla identificazione di un maggior
numero di lesioni duodenali, identificabili con l'endoscopia, e
a un maggior numero di fistole, la cui evidenza potrebbe essersi
modificata nell'intervallo tra gli esami. Inoltre bisogna ricordare
che, per entrambe le metodiche è cruciale l'esperienza del
radiologo nella valutazione delle lesioni. In sostanza, quindi,
il lavoro in questione è sicuramente molto utile perchè
rimette in discussione la procedura di valutazione del piccolo intestino
nella malattia di Crohn, rivalutando la procedura del tenue seriato
in alternativa al clisma del tenue. Al momento però la scelta
della procedura è legata alla specifica competenza dei singoli
centri e alla precisa indicazione all'esame. Vorrei invece ricordare
che si sta diffondendo l'uso dell'ecografia nella valutazione dei
pazienti con malattia di Crohn del piccolo intestino. Questa metodica
non è invasiva, non espone a radiazioni, è rapida.
I dati dei centri che la utilizzano, in particolare nei pazienti
già noti, sono estremamente buoni, sia per la possibilità
di visualizzare le anse intestinali, che le possibili alterazioni
delle zone adiacenti (a esempio ascessi, linfonodi, meso ). Ci si
deve quindi augurare che vi siano ulteriori studi che valutino sia
le metodiche radiologiche tradizionali (clisma del tenue e tenue
seriato) ma anche le nuove metodiche come l'ecografia.
(1) Bernestein C.N. et al. : Gastroenterology 1997 ; 113 : 390
- 398.
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