| Infliximab
nella Rettocolite Ulcerosa: Nuova Indicazione
Dott.
Silvio Danese
Divisione di Gastroenterologia
Istituto Clinico Humanitas
Cosa
e’ l’infliximab?
L’infliximab
è un anticorpo monoclonale diretto contro una citochina chiamata
TNF-a. Questa citochina è una proteina fondamentale dell’infiammazione
che si trova in quantità insolitamente elevate nei pazienti
affetti sia da morbo di Crohn sia da Rettocolite Ulcerosa.
Come
agisce l’infliximab?
L’infliximab
è un anticorpo che legandosi a questa citochina porta alla
sua degradazione e le impedisce di continuare ad aumentare l’infiammazione
nell’intestino di pazienti affetti da malattie infiammatorie
croniche intestinali (MICI).
In sostanza, questo farmaco agisce da “spazzino” all’interno
della circolazione sanguigna eliminando una proteina che altrimenti
continuerebbe a stimolare l’infiammazione. Un altro importantissimo
meccanismo anti-infiammatorio dato da questo farmaco è quello
di indurre la morte cellulare programmata (apoptosi). Questa apoptosi
viene indotta specificatamente nei linfociti presenti nella parete
intestinale là dove la malattia è attiva. Infatti
questi linfociti, che sono un tipo di globuli bianchi che si attiva
in maniera impropria nelle MICI, esprimono sulla loro membrana il
TNF-a e per questo l’infliximab li riconosce e li “uccide”.
Che
esperienza abbiamo in campo intestinale con l’infliximab?
L’infliximab
è un farmaco ormai introdotto sul mercato nel 1998 per il
morbo di Crohn.
Grazie ad esperienza quasi decennale nel suo utilizzo terapeutico,
attualmente si può ritenere l’infliximab un farmaco
estremamente efficace.
Uso
dell’infliximab nella rettocolite ulcerosa: quali aspettative?
Da
quest’anno (2006) l’infliximab è stato approvato
anche per la terapia della Rettocolite Ulcerosa.
L’efficacia di questo farmaco nella Rettocolite è stata
valutata in due studi clinici chiamati ACT1 e ACT2 i cui risultati
sono stati pubblicati una anno fa sulla più importante rivista
scientifica di medicina, il New England Journal of Medicine. Questi
studi sono stati condotti in pazienti con Rettocolite Ulcerosa di
grado moderato-grave che hanno avuto uno scarso controllo della
malattia con le terapie convenzionali compresi gli immunosoppressori.
Gli studi hanno dimostrato che la terapia con infliximab dà
una risposta clinica, intesa come un miglioramento della sintomatologia,
in più del 60% dei malati a 8 settimane dall’inizio
del trattamento, e che in circa il 33% dei pazienti trattati c’è
una remissione completa della malattia dopo 30 settimane o 1 anno
dall’inizio della terapia. In questo studio si sono valutati
anche lo stato della malattia tramite indagine endoscopica e si
è osservata una cicatrizzazione delle lesioni in oltre il
60% dei trattati dopo 8 settimane.
Come
si somministra l’infliximab nella rettocolite ulcerosa?
Per
quanto riguarda il programma terapeutico, simile a quello per il
Morbo di Crohn, prevede un’infusione endovenosa di 5 mg/kg
della durata di 2 ore seguita da infusioni supplementari di 5 mg/kg
alle settimane 2 e 6 dalla prima infusione, poi ripetute ogni 8
settimane.
In concomitanza con l’infusione può essere indicata
la somministrazione di farmaci corticosteroidi per controllare eventuali
reazioni da infusione.
La somministrazione dell’infliximab andrebbe accompagnata
dall’assunzione di immunosoppressore, al fine di evitare la
comparsa di anticorpi anti-infliximab, con conseguente perdita di
risposta clinica.
L’approvazione di questo farmaco per il trattamento della
Rettocolite offre un nuova “arma” farmacologica al paziente
con malattia avanzata per il quale l’unica alternativa sarebbe
l’intervento chirurgico.
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