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Trovato gene che
difende dalla Malattia di Crohn.
Tratto da una notizia Ansa
"Scoperto un gene chiave per
la sindrome dell'intestino irritabile che esiste in due versioni
principali: una che crea uno scudo naturale contro la diffusissima
malattia, l'altra che invece predispone a soffrirne. La scoperta,
pubblicata questa settimana su Science, getta le basi per terapie
mirate contro il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, che colpiscono
milioni di persone. Il gene chiave per la sindrome dell'intestino
irritabile si chiama "IL23R" e, ha spiegato Judy Cho che
ha diretto lo studio nell'università di Yale in collaborazione
con gli atenei di Pittsburgh e Montreal, produce l'interruttore
che accende il processo infiammatorio nell'intestino. Si tratta
del recettore della molecola infiammatoria "interleuchina-23",
già da tempo inserito nella lista dei sospetti per queste
malattie. Nel novero della sindrome dell'intestino irritabile rientrano
in realtà varie malattie infiammatorie dell'intestino, le
principali delle queli sono il morbo di Crohn e la colite ulcerosa.
Sono malattie croniche che colpiscono ampie fette di popolazione,
causando dolori addominali, diarrea, emorragie intestinali, e contro
le quali finora non si hanno delle terapie efficaci. Poiché
la malattia ricorre spesso all'interno di nuclei familiari, ha dichiarato
Cho, da tempo si era ventilata l'ipotesi che tra le cause della
sindrome dell'intestino irritabile vi fosse una forte componente
genetica. Tuttavia finora un gene cruciale che fosse accusabile
di predisporre ad ammalarsi non era stato scoperto. Utilizzando
una vastissima mole di informazione genetica ricavata sia da pazienti
con la sindrome dell'intestino irritabile sia da soggetti sani di
controllo, ha proseguito Cho, gli esperti hanno evidenziato il gene
IL23R per il recettore dell'interleuchina-23. Questo recettore si
lega all'interleuchina attivando uno dei principali processi infiammatori
messi in atto nel nostro organismo in vari organi, intestino compreso."
NdR: La notizia, per come è
stata tradotta e diffusa, appare approssimativa e confusa. Per
essere più precisi, lo studio aiuta a capire che la IL-23
e' una nuova citochina coinvolta nella patogenesi delle IBD, e che
ricerche che hanno il compito di bloccare la sua azione o il suo
recettore possono fornire nuovi approcci terapeutici per il Crohn
e per la rettocolite ulcerosa.
Terremo informati i nostri lettori
sugli sviluppi
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