Che
cosa è la malattia di Crohn?
Prof. C. Prantera
Primario Divisione di gastroenterologia
Ospedale Nuovo Regina Margherita
Roma
1. Domanda: Che cos'è la Malattia di Crohn?
Risposta: E' un'infiammazione cronica che può colpire
teoricamente tutto il canale alimentare, dalla bocca all'ano, ma
che si localizza prevalentemente nell'ultima parte dell'intestino
tenue chiamato ileo (Malattia di Crohn) o nel colon (colite) o in
entrambi (ileo-colite).
Nei tratti intestinali colpiti si hanno infiammazione, gonfiore
ed ulcerazioni che interessano a tutto spessore la parte intestinale.
2. Domanda: Quante sono in Italia le persone con Malattia
di Crohn e rettocolite ulcerosa?
Risposta: Allo stato attuale non esiste un Registro Nazionale,
nè dati attendibili. Comunque si calcola che in Italia ci
siano almeno 100.000 persone affette da malattie infiammatorie croniche
intestinali. Per quanto riguarda più strettamente la Malattia
di Crohn, essa si presenta prevalentemente in età giovanile
(20-25 anni) ed in terza età (65 anni), ma non sono rari
casi anche nei bambini e negli adolescenti. Inoltre, tale malattia
è presente prevalentemente nei Paesi ad alto sviluppo industriale
ed è rara se non assente nei Paesi del Terzo Mondo.
3. Domanda: Quali sono i sintomi della malattia di Crohn?
Risposta: Anche se ci possono essere delle variazioni da caso
a caso, nella Malattia di Crohn sono predominanti i dolori addominali,
(talvolta, se acutissimi possono simulare un attacco di appendicite)
associati a diarrea e talora a febbre. Il dolore si localizza nella
sede dell'ombelico o nella parte destra dell'addome e spesso si
presenta dopo i pasti. Possono comparire, più raramente,
dolori di articolazioni, diminuzione dell'appetito o dimagrimento.
Altri segni precoci della malattia possono essere fistole anali
(anormali aperture tra l'intestino e la superficie cutanea vicino
all'ano) ed ascessi.
4. Domanda: Quali esami fare per una giusta diagnosi?
Risposta: Non esiste un singolo test per identificare la Malattia
di Crohn anche perchè alcune volte essa simula altre condizioni
patologiche e allora i sintomi possono variare molto ed arrivare
al più presto ad una diagnosi corretta può risultare
difficoltoso.
Oltre ad attenta raccolta dei dati clinici e ad una visita
medica, i malati debbono eseguire esami indispensabili al fine di
avere una giusta diagnosi. Nel caso della Malattia di Crohn, oltre
alla colonscopia vengono eseguiti esami radiologici come il clisma
del tenue (attraverso un sondino nasogastrico, posizionato nel duodeno,
viene iniettato del bario) o un Rx-digerente con studio del tenue
(ingestione di bario per bocca) che stabiliranno, oltre all'eventuale
presenza della malattia, anche la sua estensione ed alcune sue caratteristiche.
Da qualche anno si ricorre anche all'ecografia addominale. Utili
anche alcuni esami di laboratorio che possono aiutare a stabilire
la presenza o meno dell'infiammazione.
5. Domanda: Quali sono le cause?
Risposta: Tuttora le cause sono ignote e ciò limita
la terapia medica all'uso di farmaci che controllano l'infiammazione.
Sicuramente si può dire, stando alle attuali conoscenze,
che non è una malattia contagiosa, non è causata dagli
alimenti, non è psicosomatica (cioè non è provocata
da fattori psicologici individuali).
6. Domanda: La Malattia di Crohn è ereditaria?
Risposta: Non è una malattia ereditaria nel senso stretto
del termine, come possono essere l'anemia mediterranea e l'emofilia,
che sono considerate malattie genetiche, trasmissibili cioè
attraverso i cromosomi. Tuttavia esiste una qualche predisposizione
familiare nello sviluppo di questa malattia; infatti un certo numero
di malati (circa il 15-20%) ha uno o più parenti stetti affetti
da Malattia di Crohn o colite ulcerosa. Comunque se un soggetto
è affetto da questa malattia vi è una bassa probabilità
che un figlio possa contrarla a sua volta.
7. Domanda: Perchè la Malattia di Crohn è
definita malattia cronica?
Risposta: Per malattia acuta si intende quella che si manifesta
con decorso breve e netto e che evolve con la guarigione, come per
esempio l'influenza. Una malattia cronica come il Crohn invece,
non guarisce definitivamente perciò possono esserci lunghi
periodi di benessere, alternati ad altri in cui i sintomi sono presenti.
Sfortunatamente, sino ad oggi, non abbiamo nessuno strumento che
possa predire con certezza una probabile ricaduta, cioè una
riacutizzazione della malattia dopo trattamento medico o intervento
chirurgico.
8. Domanda: Quali sono le complicanze della Malattia di
Crohn?
Risposta: Le complicanze di una malattia possono essere definite
come degli eventi che ne rendono più complesso e fastidioso
l'andamento clinico. Nella Malattia di Crohn possiamo avere delle
complicanze intestinali e delle complicanze extraintestinali.
9. Domanda: Le complicanze sono presenti in tutti i malati?
Risposta: No. Esse riguardano circa il 10-20%. Il restante
80-90% risponde in maniera soddisfacente alla terapia medica e non
presenta complicanze.
10. Domanda: Quali sono le complicanze intestinali della
Malattia di Crohn?
Risposta: Gli episodi di ostruzione intestinale (stenosi) rappresentano
probabilmente la complicanza locale più comune. Tali episodi
sono dovuti al fatto che il processo infiammatorio può dare
vita a restringimenti di alcuni tratti dell'intestino. Tali restringimenti
sono poco distensibili e possono causare crampi, meteorismo, distensione
addominale sino ad arrivare, a volte, ad una ostruzione parziale
(sub-occlusione) o anche ad un'ostruzione completa (occlusione)
del flusso intestinale. In quest'ultimo caso, i sintomi suddetti
possono essere associati a nausea e vomito. L'ostruzione si può
verificare più facilmente in presenza di cibo non digerito,
come nocciole o semi, o ammassi di fibre, che impediscono il passaggio
di altro materiale. Questa è una delle ragioni per cui le
persone con Malattia di Crohn che presentano zone stenotiche dovrebbero
evitare cibi con fibre grossolane difficili da digerire. Questi
restringimenti possono essere una indicazione all'intervento chirurgico
se danno episodi ricorrenti di tipo occlusivo o sub-occlusivo. Le
perforazioni sono un'altra complicanza (causa successiva di ascesso),
non infrequente nei casi di malattia molto attiva. Occasionalmente
possono dar luogo a sanguinamento rettale imponente, tuttavia l'emorragia
ha in genere carattere più graduale. Anche ascessi addominali
e fistole sono caratteristici della Malattia di Crohn (circa nel
25% dei malati) e sono considerati una estensione dello stesso processo
patologico. Un ascesso consiste in una cavità formata dalla
distruzione dei tessuti. La fistola è una comunicazione anomala
che può svilupparsi dalla cavità ascessuale fino ad
un'altra zona intestinale o alla pelle o anche ad un altro organo
intraddominale. I sintomi di un ascesso o di una fistola dipendono
dalla loro localizzazione. Un ascesso di solito produce febbre,
dolore addominale e distensione localizzata e può risolversi
spontaneamente o può essere necessario un intervento chirurgico
d'incisione. La cura di una fistola richiede la vera e propria rimozione
della parte d'intestino, gravemente infiammata, dalla quale trae
origine. In alcuni casi però, le fistole possono guarire
combinando insieme la terapia medica con il riposo dell'intestino
sospensione dell'alimentazione orale.
11. Domanda: Quali sono le complicanze extraintestinali
nella Malattia di Crohn?
Risposta: Molte complicanze extraintestinali della Malattia
di Crohn sono simili a quelle della colite ulcerosa. Alcune sono
correlate all'attività della malattia ed altre sembrano seguire
un decorso relativamente indipendente. Complicanze correlate all'attività
della malattia possono interessare la cute, la bocca e gli occhi,
così come le grosse articolazioni.
12. Domanda: Quali sono le affezioni sistematiche non correlate
all'attività della Malattia di Crohn?
Risposta: Per affezioni sistematiche si intendono quei problemi
che possono insorgere in sedi diverse dall'intestino, cioè
laddove è localizzata la malattia e comprendono:
- Infiammazione delle articolazioni: la prevalenza di queste
patologie nelle persone con Crohn è superiore a quella attesa
per la popolazione generale (es: spondilite anchilosante, sacroileite,
dolore lombare)
- Malattie del fegato: non sono frequenti nella Malattia di
Crohn, sebbene possano verificarsi delle alterazioni del tessuto
epatico
- Calcoli nella cistifellea: in presenza di Malattia di Crohn
possono essere correlati ad un cattivo assorbimento degli acidi
biliari dall'ileo terminale perchè infiammato o asportato.
Tale malassorbimento provoca una maggiore concentrazione di colesterolo
nella bile, che permette la formazioni dei calcoli
- Calcoli renali: se l'ileo terminale è infiammato o
asportato si ha un malassorbimento dei grassi che legandosi al calcio
favoriscono l'assorbimento di ossalato, che è il principale
costituente dei calcoli renali (ossolato di calcio).
13. Domanda: Qual'è la terapia medica della Malattia
di Crohn?
Risposta: Esiste una terapia della fase acuta in cui vengono
impiegati aminosalicilati (5-ASA), cortisonici o antibiotici ed
una terapia di mantenimento della remissione, in cui viene usato
il 5-ASA o, nei casi più gravi, la 6-Mercaptopurina (immunosoppressore).
Attualmente può essere consigliata anche una terapia per
prevenire la recidiva cioè la riacutizzazione negli operati.
Essa consiste nell'iniziare, subito dopo l'intervento, l'assunzione
di 5-ASA che sembra allungare i tempi di remissione della malattia.
14. Domanda: Come è la prognosi della Malattia di
Crohn?
Risposta: Le prospettive sono molte variabili e dipendono da
molti fattori tra cui:
- localizzazione ed estensione della malattia
- complicanze
- risposta individuale alle cure
Ci sono malati che presentano problemi di scarsa importanza.
Questi possono avere sintomi intermittenti di dolori addominali
e devono stare attenti alla dieta per evitare cibi che possano aumentare
i loro inconvenienti. Alcuni richiedono cure costanti con somministrazione
di alte dosi di cortisonici ed altri farmaci al fine di controllare
l'attività della malattia. Altri possono richiedere numerosi
interventi chirurgici per trattare frequenti occlusioni intestinali.
Altri ancora, possono subire un solo intervento per "ileite"
e non avere mai più grossi problemi. La maggior parte si
trova comunque in una situazione intermedia, conduce una vita sana,
senza necessità di controllare la dieta ed assumere farmaci
al bisogno. Come è noto non vi è alcun problema nel
formare una famiglia. Gli uomini con Malattia di Crohn sono di solito
fertili, sebbene in rari casi l'assunzione di particolari farmaci
possa dare transitorie alterazioni a carico degli spermatozoi. Le
donne possono condurre una gravidanza senza complicanze, purchè
il concepimento avvenga in un periodo di remissione. Inoltre è
stato dimostrato che i farmaci comunemente usati per controllare
la sintomatologia sono innocui sia per la madre che per il bambino.
Malgrado ci sia una maggiore probabilità di Malattia di Crohn
nell'ambito di una famiglia nella quale vi sia un membro già
affetto, non è dimostrata alcuna possibilità che un
componente della famiglia la trasmetta ad un altro. Le remota possibilità
che un figlio sviluppi la malattia non è sufficiente per
impedire ad una coppia che lo desideri di avere figli.
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