| Malattia
di Crohn e Colite Ulcerosa - Aspetti medico legali degli attuali
criteri valutativi in ambito di invalidita' civile
di Gilberto Montebelli
La malattia di Crohn e la Rettocolite
Ulcerosa : aspetti medico-legali e di revisione critica degli attuali
criteri valutativi in ambito di invalidità civile.
Le menomazioni funzionali dell’apparato
digerente possono conseguire a quadri patologici estremamente variabili
sia per l’evoluzione clinica sia per le manifestazioni sintomatologiche
e le conseguenti ripercussioni sulla capacità lavorativa
dell’ammalato.
La Rettocolite Ulcerosa e la malattia
di Crohn sono enteropatie croniche che comportano, per la sintomatologia
e le conseguenze sull’organismo, una riduzione della capacità
lavorativa sia generica che specifica oltre a difficoltà
inerenti la vita sociale e di relazione.
La malattia di Crohn, da un punto
di vista patogenico è caratterizzata da un processo infiammatorio
cronico che interessa un tratto più o meno lungo dell’intestino.
L’evoluzione della malattia è ingravescente e comporta
lesioni istologicamente irreversibili consistenti in ispessimento
della parete intestinale, sovvertimento della istoarchitettura della
mucosa intestinale e conseguente alterazione della funzione digestiva
e di assorbimento. Spesso il tratto intestinale interessato dal
Crohn è complicato da stenosi per risolvere la quale occorre
intervenire chirurgicamente asportando tratti dell’intestino
più o meno lunghi.
Clinicamente la malattia di Crohn
è caratterizzata da periodi di apparente benessere e da riacutizzazioni
che si manifestano con : diarrea, dolori addominali, astenia e calo
ponderale. Durante il periodo di riacutizzazione, l’ammalato
è in una condizione di inabilità totale, per quanto
riguarda la capacità di lavoro, la capacità di relazione
e di vita sociale.
Dal punto di vista medico legale
la Rettocolite Ulcerosa e la malattia di Crohn sono eventi clinici
oggetti delle seguenti leggi:
Art. 5 L.300/70
Regolamenta le assenze per malattia
dei lavoratori dipendenti. Tutti i contratti prevedono che il dipendente
si possa assentare per un determinato numero di giorni ( in genere
le assenze per malattia sono tollerate per un periodo di 6 mesi
o 18 mesi nel triennio a seconda dei contratti aziendali, dopo di
che il lavoratore può essere licenziato).
L. 222/84 - INPS
Regolamenta la invalidità
pensionabile e riguarda i lavoratori che hanno versato per un certo
periodo i contributi all’Inps e che a seguito di malattia
abbiano perso i 2/3 della capacità lavorativa alle proprie
attitudini.
L.118/71
Riguarda tutti i cittadini con un
età compresa fra i 18 anni ed i 65 anni che a causa di malattia
abbiano perso i 3/4 della capacità lavorativa generica e
con reddito non superiore ed una certa cifra stabilita dal Ministero
del Tesoro.
Campo assicurativo privato
Si valuta il danno alla “persona”
provocato da una malattia, incidente o altro. Il danno è
inteso come alterazione della “unità psico-fisica”
che è l’uomo e non solo come “entità capace
di lavoro e di guadagno”.
L.104/92
Valuta lo “svantaggio”
che la malattia determina nell’apprendimento, nell’inserimento
al lavoro e nella vita sociale in generale . Cioè valuta
l’handicap.
Di seguito viene riportato quanto
previsto dal D.M. 5 febbraio 1992 a proposito dei criteri da adottare
nella valutazione dell’invalidità civile per quanto
riguarda l’apparato digerente.
APPARATO DIGERENTE
Si sono identificati quattro livelli
di compromissione funzionale, corrispondenti ad altrettante classi,
identificabili come di seguito indicato. Per la valutazione delle
inabilità derivanti da condizioni morbose complesse, non
sempre espressione di una patologia strettamente di apparato o sistema,
si fa riferimento alla compromissione dello stato generale, oltre
che alla compromissione funzionale.
La malattia di CROHN
I CLASSE
La malattia determina alterazioni lievi della funzione, tali da
provocare disturbi dolorosi saltuari, trattamento medicamentoso
non continuativo e stabilizzazione del peso corporeo convenzionale
(rilevato dalle tabelle facenti riferimento al sesso ed alla statura)
su valori ottimali. In caso di trattamento chirurgico non debbono
essere residuati disturbi funzionali o disordini del transito.
II CLASSE
La malattia determina alterazioni
funzionali causa di disturbi dolorosi non continui, trattamento
medicamentoso non continuativo, perdita del peso sino al 10% del
valore convenzionale, saltuari disordini del transito intestinale.
III CLASSE
Si ha alterazione grave della funzione
digestiva, con disturbi dolorosi molto frequenti, trattamento medicamentoso
continuato e dieta costante, perdita del peso tra il 10% ed il 20%
del valore convenzionale, eventuale anemia e presenza di apprezzabili
disordini del transito. Apprezzabili le ripercussioni socio-lavorative.
IV CLASSE
Alterazioni gravissime della funzione
digestiva, con disturbi dolorosi e trattamento medicamentoso continuativo
ma non completamente efficace, perdita di peso superiore al 20%
del covenzionale, anemia, gravi e costanti disordini del transito
intestinale. Significative le limitazioni in ambito socio-lavorativo.
La Colite Ulcerosa
III CLASSE
Alterazione grave della funzione digestiva, con disturbi dolorosi
molto frequenti, trattamento medicamentoso continuo e dieta costante,
perdita di peso tra il 10% ed il 20% del valore convenzionale, eventuale
anemia e presenza di apprezzabili disordini del transito. Apprezzabili
le ripercussioni socio-lavorative.
IV CLASSE
Alterazioni gravissime della funzione digestiva, con disturbi dolorosi
e trattamento medicamentoso continuativo ma non completamente efficace,
perdita del peso superiore al 20% del convenzionale, anemia, gravi
e costanti disordini del transito intestinale. Significative le
limitazioni in ambito socio-lavorativo.
TABELLE
Le tabelle di valutazione utilizzate per il calcolo della percentuale
di invalidità civile allegate al D.M. 5 Febbraio 1992 per
la malattia di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa prevedono le seguenti
percentuali:
min max fissa
Morbo di crohn ( I Classe ) 15%
Morbo di Crohn ( II Classe ) 21% 30%
Morbo di Crohn ( III Classe ) 41% 50%
Morbo di Crohn ( IV Classe ) 51% 70%
Colite Ulcerosa ( III Classe ) 41%
50%
Colite Ulcerosa ( IV Classe ) 51% 70%
Il minimo della percentuale di invalidità
civile che consente all’ammalato di essere pensionato è
del 74%. Quindi per gli ammalati di malattia di Crohn e di Rettocolite
Ulcerosa appartenenti alla IV classe non potranno – teoricamente
- mai essere pensionati.
Questo vale anche per altre patologie dell’apparato digerente.
Le uniche affezioni dell’apparato digerente che danno diritto
al pensionamento sono le patologie neoplastiche con metastasi e
la cirrosi epatica. Il legislatore dovrebbe sapere che le affezioni
a carico dell’apparato digerente, di una certa gravità,
sono invalidanti anche se sono meno appariscenti delle amputazioni
di arti o delle affezioni cardiocircolatoria.
CONCLUSIONI
Vorrei aggiungere che un’attenta
ed equilibrata valutazione medico-legale, dovrebbe tenere, poi,
in considerazioni (con adeguata valutazione) le probabili ripercussioni
“psichiche” che l’infermità in esame (colite
ulcerosa e malattia di Crohn) determina sulla capacità lavorativa
e/o sulla validità della persona.
Si otterrebbe, in tal modo, una valutazione “mirata”
di ogni caso.
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