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SCOPERTA
DALLA RICERCA ITALIANA UNA NUOVA CLASSE DI FARMACI PER BLOCCARE
L'INFIAMMAZIONE
Un gruppo di ricercatori italiani, guidato da Francesco Colotta,
con i suoi collaboratori Riccardo Bertini e Marcello Allegretti
della Dompé S.p.A, insieme ad Alberto Mantovani e Pietro
Ghezzi dell'Istituto Mario Negri di Milano, ha scoperto una nuova
molecola in grado di "congelare" i processi che causano
le più importanti malattie infiammatorie.
Artrite reumatoide, malattie infiammatorie dell'intestino, infiammazione
a seguito di trapianto d'organo e molte altre gravi patologie potrebbero
essere bloccate grazie a queste strategie terapeutiche innovative.
I globuli bianchi pattugliano l'organismo guidati da molecole dette
chemochine. L'accumulo inappropriato di globuli bianchi causa delle
patologie infiammatorie, perciò molti laboratori accademici
e industriali si dedicano a sviluppare inibitori del traffico dei
globuli bianchi e delle chemochine in particolare.
Il farmaco scoperto - denominato Repertassina - inibisce una chemochina
di importanza cruciale, detta Interleuchina-8. La molecola, capostipite
di una nuova classe di inibitori delle chemochine, "congela"
il recettore di Interleuchina-8 in uno stato inattivo e questo costituisce
un meccanismo di azione unico.
Lo studio, che ha visto la collaborazione di diverse istituzioni
e gruppi (Dompé SpA, Istituto Mario Negri, Università
di Milano, Torino e Roma, Consorzio Mario Negri Sud) è stato
pubblicato sull'ultimo numero della prestigiosa rivista Proceedings
of the National Academy of Sciences USA.
Il farmaco ha iniziato l'iter di sperimentazione nell'uomo e ha
ricevuto lo stato di "farmaco orfano" dalla FDA (l'ente
federale statunitense dei farmaci) e dall'EMEA (l'agenzia europea
per la valutazione dei farmaci). Inoltre, ha ottenuto l'autorizzazione
da parte dell'FDA per iniziare la sperimentazione clinica.
La sperimentazione di questo nuovo farmaco è stata condotta
anche grazie al supporto del Ministero dell'Istruzione, dell'Università
e della Ricerca (MIUR) e del Ministero della Salute.
Milano, 15 settembre 2004
Prof. Silvio Garattini
Direttore
SG/98
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Per informazioni rivolgersi a:
Dr.ssa Isabella Bordogna
Ufficio Stampa - Istituto Mario Negri
Via Eritrea 62 - 20157 Milano
tel. 02 39014.581 - e-mail: ufficiostampa@marionegri.it
Per saperne di più, abbiamo chiesto al prof. Mantovani di
darci ulteriori informazioni ed ecco la sua risposta:
Scoperto un gene che regola l’infiammazione
Intestinale
Prof. Alberto Mantovani
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e Università
degli Studi di Milano
Il funzionamento del sistema immunitario dipende dal funzionamento
appropriato di complessi sistemi di comunicazione. Le citochine
costituiscono delle "parole" scambiate fra i vari componenti
del sistema immunitario, costituendo così un sistema di comunicazione
di importanza fondamentale in condizioni normali e patologiche.
In particolare, le citochine dette infiammatorie giocano un ruolo
importante in malattie immunoinfiammatorie quali l'artrite reumatoide
o le malattie infiammatorie intestinali, morbo di Crohn e colite
ulcerosa. La scoperta del ruolo fondamentale delle citochine nelle
malattie immunoinfiammatorie ha aperto la strada all'uso di strategie
anti-citochine quali approcci terapeutici innovativi. Così,
ad esempio, la scoperta del ruolo di TNF e di IL-1 (Interleuchina-1)
nell'artrite reumatoide e nel morbo di Crohn, hanno consentito l'introduzione
in questo tipo di patologie di farmaci biotecnologici che inibiscono
queste citochine. Il nostro laboratorio da lungo tempo è
interessato ai sistemi di regolazione delle citochine infiammatorie,
e ha contribuito a identificare nuove molecole e nuovi paradigmi
importanti per comprendere il funzionamento del sistema. Alcune
di queste si sono candidate come strategie terapeutiche innovative.
In questo contesto generale, circa sei anni fa abbiamo scoperto
un nuovo recettore appartenente alla famiglia dei recettori di interleuchina-1.
Lo abbiamo scoperto inizialmente utilizzando tecniche bioinformatiche
che consentono di identificare sequenze di DNA con caratteristiche
particolari nelle banche dati. Come si dice in gergo, abbiamo "clonato"
questo recettore e lo abbiamo chiamato TIR8. Per molto tempo non
siamo riusciti a capire la funzione di TIR8, in quanto non riuscivamo
a identificare un ligando (il ligando è un po' la chiave
che apre la serratura costituita dal recettore) che si legasse a
TIR8. Allo scopo di definire chiaramente quale fosse la funzione
di TIR8, abbiamo costruito degli animali geneticamente modificati.
Questo sforzo è stato condotto dalla Dr.ssa Cecilia Garlanda
presso l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, e dal
Prof. Emilio Hirsch presso l'Università degli Studi di Torino.
Abbiamo così generato dei topi in cui il gene di TIR8 era
stato inattivato e ci siamo quindi chiesti se questi animali presentassero
alterazioni. Il grande sforzo condotto in questi sei anni è
stato premiato. Infatti, abbiamo scoperto che la molecola TIR8 costituisce
una sorta di freno che controlla le risposte infiammatorie in particolare
nei distretti mucosali. Infatti, abbiamo scoperto che TIR8 è
acceso in particolare nelle cellule epiteliali che rivestono alcuni
organi, come l'intestino, il polmone. Inoltre, con grande sorpresa,
ci siamo accorti che
TIR8 è presente ad alti livelli in altri organi quali il
rene. Inoltre,
abbiamo scoperto che il gene TIR8 è espresso in cellule sentinella
che vengono chiamate cellule dendritiche. Queste cellule sono fondamentali
per
attivare e regolare la risposta immunitaria. Esse infatti riconoscono
la
presenza di microbi e allertano in modo adeguato il sistema immunitario.
Avendo identificato dove è acceso il gene TIR8, i nostri
studi si sono focalizzati su organi quali l'intestino, che promettevano
di chiarire la funzione di questa molecola. Abbiamo così
scoperto che TIR8 agisce come una sorta di freno, impedendo l'eccessiva
attivazione delle cellule sentinella, le cellule dendritiche, e
della mucosa intestinale in contatto con agenti microbici. E' il
caso di ricordare che il nostro intestino contiene enormi quantità
di batteri la cui funzione è essenziale per la vita. Con
la flora batterica è però essenziale avere un rapporto
equilibrato. I dati ottenuti hanno mostrato che in assenza di TIR8
gli animali sono orientati a sviluppare risposte infiammatorie eccessive
a livello intestinale. TIR8 costituisce dunque un gene fondamentale
nel regolare le eccessive risposte a livello intestinale, e forse
anche in altri distretti anatomici. Che conseguenze e che implicazioni
può avere questo per la patologia umana? Quello che sappiamo
a tutt'oggi è che il gene TIR8 è molto simile nel
topo e nell'uomo. Siamo perciò fiduciosi che i risultati
ottenuti nel topo siano applicabili all'uomo. Stiamo perciò
studiando l'accensione di TIR8 in campioni di mucosa intestinale
umana. Inoltre, abbiamo iniziato a esplorare la possibilità
di regolare la funzione di TIR8. Vorremmo insomma trovare dei pedali
che consentano di schiacciare il freno TIR8 e bloccare così
le risposte infiammatorie eccessive, causa di malattia.
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