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Nuovi
presidi terapeutici nelle malattie infiammatorie dell’intestino
Giampaolo Bresci - U.O. Gastroenterologia,Endoscopia Digestiva
A.O.U. Pisana
Le malattie infiammatorie croniche dell’intestino (rettocolite
ulcerosa e dal morbo di Crohn) stanno attirando sempre di più
l’interesse dei clinici e della popolazione in considerazione
dell’aumento della loro incidenza e dell’impatto sociale
che determinano.
Queste malattie ormai rappresentano, dal punto di diffusione nella
popolazione, la malattia infiammatoria cronica più frequente
dopo l’ artrite reumatoide.
Nonostante i progressi che si sono verificati in questi ultimi anni
in campo medico la causa della malattia, permane tuttora sconosciuta
ma si pensa che molteplici fattori quali quelli immunitari, ambientali,
dietetici, psicogeni, vascolari, infettivi su soggetti geneticamente
predisposti possano determinarne la insorgenza.
Anche il meccanismo che determina nell’organismo la malattia
non è chiaro ma si ipotizza una amplificazione e perpetuazione
di processi infiammatori che a loro volta coinvolgerebbero il sistema
immunitario.
L’obiettivo del trattamento è il superamento della
fase acuta, il mantenimento della remissione, la rimozione e prevenzione
delle complicanze. Fondamentalmente la terapia è di tipo
conservativo cioè medico, mentre il trattamento chirurgico
è indicato nelle complicanze a rischio di vita o nei casi
di malattia con severa attività che non è influenzata
dalla terapia medica.
Non esistono sicuri criteri per prevedere una riacutizzazione sebbene
siano stati elaborati degli indici prognostici su base clinico laboratoristico.
Forse l’unico tentativo per prevenire le riacutizzazioni è
quello di incontrare spesso i pazienti, anche durante il periodo
della remissione, nel tentativo di riconoscere precocemente, e quindi
trattare, i primi segni della ripresa della malattia (presenza di
sangue nelle feci, calo dell'emoglobina, aumento dei globuli bianchi,
calo della sideremia, aumento delle piastrine, comparse di dolori
articolari).
Va ricordato che nel 20-30% dei casi la fase acuta della malattia,
anche senza trattamento, tende a risolversi spontaneamente.
L’andamento clinico della malattia e la sua estensione condizionano
le scelte terapeutiche e spesso sonoq necessarie terapia combinate
sia orali che topiche sia continuative che intermittenti.
Dal momento che la causa della malattia è ancora sconosciuta,
non esiste una terapia che possa far guarire i soggetti ma è
solo possibile mediante farmaci noti da anni bloccare la fase acuta
della malattia e cercare di mantenere il paziente nella fase di
remissione per il maggior tempo possibile.
Tuttavia mentre è abbastanza soddisfacente la terapia della
fase acuta è deludente la possibilità di mantenere
in remissione la malattia, infatti ricerche che hanno seguito pazienti
per 8-10 anni hanno rilevato che indipendentemente dalla presenta
di rettocolite ulcerosa o morbo di Crohn oltre 80 % dei pazienti
recidiva entro due anni dall’episodio della fase acuta indipendentemente
dalla terapia praticata.
Non sorprende pertanto il tentativo di trovare nuovi approcci terapeutici
nella speranza di trovare soluzioni migliori a quelle attuali.
Vista l’importanza che il processi infiammatori in questa
malattia è stato recentemente proposto un presidio medico
che avrebbe l’obiettivo di ridurre i processi infiammatori.
Si tratta di un sistema di filtraggio del sangue mediante riduzione
dei leucociti attraverso una deplezione selettiva di granulociti
e monociti/macrofagi.
Questa metodica, riducendo i fattori proinfiammatori favorirebbe
anche una modulazione di quelli immunitari. Con questa metodica,
inoltre, si stimola il midollo a produrre cellule che, essendo meno
mature, riducono di per se l’infiammazione.
La metodica consiste in una leucocitoaferesi selettiva tramite un
cartuccia contenente sfere di acetato di cellulosa (figura 1).

Nella pratica il sangue passa attraverso queste sfere mediante un
sistema chiuso che elimina selettivamente le cellule e viene reintrodotto
nel paziente.
Attualmente viene consigliata una seduta alla settimana della durata
di un’ora per cinque settimane e la pratica è limitata
ai pazienti che, pur avendo una fase clinicamente attiva della malattia,
non rispondono alla terapia tradizionale.
La letteratura riporta percentuali di remissione che persistono
per 12 mesi nel 60-70% dei soggetti trattati con questo presidio
terapeutico.
La metodica in mani esperte è priva di effetti collaterali
, ha un costo inferiore all’uso degli anticorpi monoclonali
e può essere utilizzata anche in altre patologie quali l’artrite
reumatoide il lupus eritematoso ed il morbo di Behçet.
Attualmente la maggiore esperienza è stata effettuata nei
pazienti con rettocolite ulcerosa mentre mancano dati su soggetti
con morbo di Crohn ma, per quanto siano necessari ulteriori ricerche
per confermare la sua reale utilità, può al momento
rappresentare una valida alternativa alla terapie attuali.
Centri che utilizzano questa terapia
| Progr. |
Medico |
Ospedale
|
Citta' |
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| 1 |
Prof. Vecchi |
Policlinico di Milano |
Milano |
| 2 |
Prof. Malesci |
Istituto Clinico Humanitas |
Rozzano (MI) |
| 3 |
Dr. Lella |
Policlinico S. Marco |
Zingonia (BG) |
| 4 |
Dr. Astegiano |
Ospedale Molinette |
Torino |
| 5 |
Dr. Saggioro |
Ospedale Mestre |
Mestre (VE) |
| 6 |
Prof. Sturniolo |
Policlinico di Padova |
Padova |
| 7 |
Dr. Salvagnini |
Ospedale Vicenza |
Vicenza |
| 8 |
Dr. Sablich |
Ospedale S. Maria degli Angeli |
Pordenone |
| 9 |
Prof. Testa |
Università S. Martino |
Genova |
| 10 |
Dr. Bresci |
Ospedale Cisanello |
Pisa |
| 11 |
Prof. Caprilli/Dott.ssa
D'Ovidio |
Università La Sapienza
|
Roma |
| 12 |
Dr. Spadaccini |
Ospedale Vasto |
Vasto |
| 13 |
Prof. Cottone |
Ospedale Cervello |
Palermo |
Per saperne di più:
1.Sutherland L, May G, Shaffer E: Sulfasalazine revised: A Meta-analisys
of 5-aminosalicylic acid in the treatment of ulcerative colitis.
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2.Ardizzone S,Petrillo M, Imbesi V, Cerutti R, Bollani S, Bianchi
Porro G. Is mantenance therapy always necessary for patients with
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3.Bresci G, Parisi G, Bertoni M, Masolino P, Scatena F, Capria A.
Does the initial location of Crohn's disease have an influence on
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4.Bresci G., Parisi G, Bertoni M., Capria A.: Long-term maintenance
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7.Hirouyuki H et al.: Leucocyte absorptive for treatment of active
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9.Naganuma M, Funakoshi S, Sakuraba A, Takagi H, Inoue N, Ogata
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