CONSIGLI
DIETETICI E NUTRIZIONALI
Prof. G. Bianchi Porro
Divisione di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva
Ospedale "L. Sacco", Milano
Introduzione: Non esiste alcuna prova del fatto che fattori dietetici
possano essere causa, in qualche modo, delle malattie infiammatorie
intestinali.
Tuttavia, una volta che queste malattie sono comparse, manipolare
la dieta può permettere il controllo dei sintomi e l'induzione
della remissione della malattia. Il miglioramento dello stato di
nutrizione potenzia anche la risposta ai farmaci, ivi inclusi gli
steroidi.
1. Domanda: C'è una dieta speciale
per la malattia di Crohn e per la colite ulcerosa?
Risposta: No. Molti pazienti tollerano tutti i tipi di alimenti
e non hanno bisogno di restrizioni dietetiche. Altri, soprattutto
quando la loro malattia è attiva, tollerano più una
dieta blanda e a basso contenuto di fibre piuttosto che cibi piccanti
e ricchi di fibre. La dieta povera in fibre stimola in modo minore
la secrezione e la contrazione del piccolo e grosso intestino e
ciò può essere vantaggioso nel controllo del dolore
addominale e della diarrea. Una nutrizione ben equilibrata è,
comunque, più importante di qualsiasi considerazione sulla
composizione degli alimenti. Se il paziente ha appetito per cibi
particolari e non per altri, tali preferenze dovrebbero essere poste
in rapporto con la possibile comparsa di sintomi, quali dolore,
crampi e meteorismo.
In particolari casi di malattia di Crohn, quando un tratto
del piccolo intestino è ristretto (quando vi è una
stenosi), una dieta con pochi residui o perfino una dieta liquida
possono essere necessarie per minimizzare i disturbi. Spesso tali
modifiche sono solo temporanee fino a quando l'infiammazione, che
provoca il restringimento, risponde alla terapia medica.
L'esperienza individuale è la migliore guida clinica
per selezionare il cibo di ogni paziente.
2. Domanda: Cos'è una dieta a basso
contenuto di fibre?
Risposta: E' una dieta che evita frutta e verdura, noci, frutta
secca, semi, crusca e cereali integrali. Questi cibi non possono
essere completamente digeriti perché contengono fibre. Alcuni
tipi di frutta in scatola o cotta e di verdure possono essere assunte
senza causare gas e crampi, ma evidenti eccezioni sono cereali,
fagiolini verdi e frutti con la buccia. In pazienti con ostruzione
intestinale marcata è meglio evitare persino la frutta cotta
e le verdure. E' consigliabile assumere pastiglie polivitaminiche
ogni giorno, per compensare una possibile carenza vitaminica a causa
di tali restrizioni dietetiche.
3. Domanda: La nutrizione è molto importante per
i pazienti con malattia di Crohn e colite ulcerosa?
Risposta: Sì, vitale. In ogni malattia cronica una buona
nutrizione è una risorsa che l'organismo può utilizzare
per la guarigione. E' importante riconoscere questo fatto, per diverse
ragioni. Prima di tutto malattie come la colite ulcerosa e la malattia
di Crohn sono spesso associate ad una riduzione dell'appetito, per
cui è difficile attuare un regime dietetico appropriato.
In secondo luogo, le malattie croniche implicano stress cronico
e questo richiede un costante rifornimento di energia. In terzo
luogo, la malattia di Crohn e la colite ulcerosa possono essere
caratterizzate da malassorbimento e diarrea, associate a perdita
di proteine, lipidi, carboidrati, acqua, minerali e vitamine. Il
ripristino di una adeguata alimentazione è la chiave fondamentale
nella terapia medica delle malattie infiammatorie dell'intestino.
4. Domanda: Quando la malattia di Crohn e la colite ulcerosa
sono attive, si dovrebbe favorire l'assunzione di quali cibi?
Risposta: Una dieta appropriata dovrebbe essere bilanciata
e dovrebbe contenere quantità di ognuna delle seguenti categorie:
frutta e verdura, se tollerati; carne, pesce o pollame e latticini,
se tollerati, come fonte di proteine; pane, cereali ed amidi come
fonte di carboidrati; grassi vari come la margarina, il burro e
l'olio. L'apporto calorico dovrebbe essere almeno di 30-35 calorie
per chilogrammo di peso ideale, per gli adulti, o di circa 2400
calorie giornaliere, come minimo per un uomo di media corporatura.
L'assunzione di sostanze nutritive per i bambini dovrebbe essere
proporzionale ad una dieta appropriata per adulti.
5. Domanda: Il latte deve essere evitato?
Risposta: Molte persone non possono digerire il lattosio, lo
zucchero presente nel latte e in molti latticini, poiché
sono carenti, nel piccolo intestino, dell'enzima chiamato lattasi.
Lattosio indigerito può provocare crampi, dolore, gas, diarrea
e distensione intestinale. L'intolleranza al lattosio è abbastanza
comune nei pazienti con Crohn e colite, per cui le persone con queste
malattie dovrebbero essere consapevoli dei sintomi connessi con
l'assunzione di latte. Nei casi di intolleranza al lattosio, l'ingestione
di latte e latticini si sommerà con i problemi che il paziente
ha già. Può essere eseguito il test di intolleranza
al lattosio per confermare l'intolleranza al latte. Se esiste un
qualsiasi dubbio, l'ingestione di latte dovrebbe essere limitata.
Il latte dovrebbe essere evitato anche quando la sua assunzione
è seguita da sintomi spiacevoli, pur non essendo il paziente
carente di lattasi. Nei pazienti che lo tollerano, il latte e i
prodotti che lo contengono sono una buona fonte di sostanze nutritive
tale da incoraggiarne il consumo.
6. Domanda: C'è qualche cibo specifico che peggiora
il Crohn o la colite?
Risposta: No. Anche se certi cibi possono aggravare i sintomi
di queste malattie, non c'è alcuna evidenza che l'infiammazione
dell'intestino ne sia direttamente influenzata. Qualsiasi elemento
contaminato che porta all'avvelenamento da cibo o alla diarrea può
aggravare il Crohn e la colite.
7. Domanda: Il Crohn e la colite sono causate da allergia
ai cibi?
Risposta: No. Anche se alcune persone hanno reazioni allergiche
a certi alimenti, il Crohn e la colite non sono connesse con l'allergia
al cibo. I pazienti con queste malattie possono pensare di essere
allergici a certi cibi, perché associano i loro sintomi con
il cibo. Tuttavia, i crampi addominali e la diarrea possono essere
prodotti, in maniera aspecifica, dalla reazione della loro malattia
infiammatoria all'introduzione di cibi diversi. Questo dipenderà
soprattutto dal grado di infiammazione presente.
Questa reazione è certamente non dovuta all'allergia
a qualche agente specifico e non dovrebbe portare, come a volte
succede, alla prolungata astensione da una lunga lista di alimenti,
a causa della presunta forma allergica.
8. Domanda: I pazienti con queste malattie assorbono il
cibo in maniera normale?
Risposta: La maggior parte sì. I pazienti con malattia
infiammatoria estesa esclusivamente al colon assorbono cibo normalmente,
dato che il cibo non viene assimilato nell'intestino crasso. Al
contrario, i pazienti con la malattia di Crohn possono avere problemi
di assorbimento dato che il piccolo intestino è la sede deputata
all'assorbimento delle sostanze nutritive. Il problema dipenderà
da quanto ileo è stato colpito dalla malattia o da quanto
ne è stato rimosso chirurgicamente. Se sono infiammati solo
gli ultimi 30-60 cm di ileo, l'assorbimento di tutti i nutrienti,
eccetto quello della vitamina B12 che avviene nell'ileo distale,
sarà normale. Se sono ammalati o sono stati resecati più
di 40-60 cm di ileo si verificherà un malassorbimento più
importante, specialmente dei lipidi contenuti nella dieta. Se è
stata eseguita un'ampia resezione del piccolo intestino, o se anche
il piccolo intestino prossimale al digiuno è infiammato,
allora il grado di malassorbimento è assai maggiore e probabilmente
ne risulterà una carenza di sostanze nutritive, di minerali
e di vitamine.
9. Domanda: In pazienti con malassorbimento di grassi,
quali integratori dietetici sono consigliabili?
Risposta: Se i grassi sono scarsamente assorbiti, non solo
ne risente la nutrizione, ma anche la diarrea peggiora. Quindi si
consiglia una riduzione del contenuto di grassi nella dieta per
i pazienti con malassorbimento di lipidi. Per integrare il deficit
di grassi, i pazienti possono ricorrere ad altre fonti caloriche,
preferibilmente con l'aiuto di un dietologo o di un medico. Attualmente
sono disponibili molte preparazioni utili, alcune contenenti trigliceridi
a media catena (o MCT), altre contenenti alimenti elementari o integratori
predigeriti in forma liquida.
10. Domanda: Si dovrebbero assumere supplementi di vitamine?
Risposta: La vitamina B12 viene assorbita nella parte terminale
dell'ileo, per cui pazienti con malattia di Crohn necessitano di
iniezioni di vitamina B12, dato che non possono ricavarla in maniera
sufficiente dalla dieta. Quando i pazienti seguono una dieta povera
di fibre, ne risulta anche una introduzione inadeguata di alcune
vitamine presenti nella frutta e nella verdura, come la vitamina
C e l'acido folico e altre del compresso vitaminico B.
In presenza di infiammazione cronica dell'intestino, e nel
caso di dieta non ottimale, è utile che i pazienti assumano
un preparato polivitaminico. Nei malati con malassorbimento o un
intestino tenue corto, le vitamine liposolubili, soprattutto la
vitamina D, sono necessarie, ma vanno assunte sotto controllo medico.
11. Domanda: Sono consigliabili alcuni minerali particolari?
Risposta: Nella maggior parte dei pazienti con queste malattie
non si verifica carenza di minerali. Tuttavia in caso di compromissione
estesa o in caso di malassorbimento lipidico sono necessarie integrazioni
di calcio e magnesio. La terapia con ferro è utile per curare
l'anemia. L'assunzione orale di questo minerale ha lo svantaggio
di produrre feci scure ed in alcuni casi può irritare il
tratto gastrointestinale. Alcune preparazioni orali sono tollerate
meglio di altre. Alcuni gastroenterologi preferiscono somministrare
il ferro tramite iniezione, i bambini tollerano il ferro per via
orale meglio degli adulti e quindi in essi il preparato intramuscolare
viene usato più raramente. Come tutti gli altri farmaci in
caso di effetti collaterali, la terapia può e deve essere
personalizzata.
12. Domanda: I pazienti con queste malattie dovrebbero
preoccuparsi dell'assunzione di liquidi?
Risposta: Sì. In condizioni di diarrea cronica, il rischio
di disidratazione è sempre presente. Se l'introduzione di
liquidi non compensa i liquidi persi, la funzione renale può
risultarne alterata. I pazienti con colite e Crohn hanno una incidenza
maggiore di calcoli renali, in parte secondari a questo problema.
La disidratazione e la perdita di sali causano un senso di debolezza.
Per queste ragioni, è consigliabile l'assunzione di una grande
quantità di liquidi, soprattutto in caso di temperatura elevata,
quando la pelle perde già naturalmente sali ed acqua.
13. Domanda: I calcoli renali nella malattia di Crohn sono
connessi alla dieta?
Risposta: Nei pazienti con resezione ileale di almeno 60 cm,
può verificarsi un assorbimento maggiore di ossalato, il
quale reagirà con il calcio nell'urina e porterà alla
formazione di calcoli. Si deve instaurare in tale eventualità
una dieta preventiva che deve contenere cibi con poco ossalato e
grassi. I seguenti alimenti hanno un contenuto particolarmente elevato
di ossalato e dovrebbero essere evitati: spinaci, cacao, fagioli,
rabarbaro, barbabietola, caffè espresso, tè.
Esistono anche farmaci, che vanno prescritti dal medico, in
grado di prevenire la formazione di calcoli di ossalato che possono
essere somministrati ai pazienti a rischio di tali complicanze.
14. Domanda: L'alimentazione influisce sulla crescita?
Risposta: Nei pazienti giovani, con comparsa di Crohn o colite
prima della pubertà, la crescita è spesso ritardata.
Questo di solito è il risultato di una scarsa nutrizione,
connessa alla malattia e ai sintomi. Buone abitudini alimentari
ed un adeguato apporto calorico sono consigliati e particolarmente
indicati per i pazienti con malattie infiammatorie dell'intestino.
La maggior parte degli ammalati risponderà ad una dieta
adeguata ed al controllo della malattia grazie a misure appropriate,
come anti-infiammatori, un attento uso di steroidi o, talora, una
resezione chirurgica di un segmento di intestino occluso.
15. Domanda: Cosa c'è di nuovo nella terapia nutrizionale
per quanto concerne il Crohn e la colite?
Risposta: Poiché la malattie infiammatorie intestinali
sembrano migliorare quando l'intestino è messo a riposo,
si stanno valutando diversi nuovi trattamenti.
Uno è l'alimentazione totale parenterale per via endovenosa,
utilizzando un catetere collocato in una grossa vena per facilitare
l'introduzione di soluzioni nutritive concentrate. Questo metodo
è detto appunto nutrizione totale parenterale, o iperalimentazione;
può essere continuata per settimane o per mesi, e può
essere utile per permettere alla malattia, quando attiva, di attenuarsi,
o per preparare i pazienti all'intervento chirurgico. Questo metodo
è spesso richiesto e adottato in corso di ospedalizzazione.
Un altro approccio è l'uso di diete elementari o da
"astronauta". Tali regimi sono in forma liquida e vengono
completamente assorbiti nella parte più alta del tenue, senza
produrre residui. Queste diete consistono di elementi nutritivi
di base che non richiedono una grande digestione prima dell'assorbimento.
Entrambi gli approcci sono in fase di sperimentazione ed il loro
ruolo esatto nel trattamento delle malattie infiammatorie intestinali
è ancora incerto. Una nutrizione parenterale a lungo termine,
come unico trattamento per le malattie infiammatorie dell'intestino,
non è attualmente accettata, a causa del suo alto costo e
dei limitati benefici. Tuttavia, in alcuni pazienti, questi trattamenti
sono stati utili e, a volte, hanno offerto l'opportunità
di iniziare una cura medica efficace o di preparare il paziente
in modo più sicuro per l'intervento chirurgico. La nutrizione
parenterale totale si è dimostrata più spesso utile
in pazienti con malattia di Crohn piuttosto che con colite ulcerosa.
Quando si ha a che fare con le varie diete elementari o con
gli integratori dietetici in commercio, è necessaria una
certa attenzione nello scegliere il prodotto più appropriato
per ogni malato. I pazienti con carenza dell'enzima lattasi, ad
esempio, dovrebbero preferire prodotti privi di lattosio. Alcuni
prodotti sono iperconcentrati e possono provocare diarrea: essi
dovrebbero essere evitati o diluiti prima dell'uso. Sia la nutrizione
parenterale che la dieta elementare dovrebbero essere considerati
come supplementi ad un programma terapeutico più completo.
Nessuno di questi approcci dietetici va considerato come l'unico
aspetto della terapia medica.
Nota finale: Lo scopo di questo documento è quello di fornire
una guida, a medici e a malati con malattia di Crohn e colite ulcerosa,
sia sulla dieta che sulla loro malattia. La maggior parte di queste
informazioni si fonda sul risultato di studi in corso o eseguiti
negli anni passati. Sono però necessari altri studi per raggiungere
un grado maggiore di comprensione delle relazioni tra nutrizione
e M.I.C.I. e per fornire delle risposte più accurate alle
domande qui poste.
Incoraggiare e finanziare progetti di questo tipo nonché
aiutare i pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali
è una delle ragioni per cui la CCFA (Crohn's and Colitis
Foundation of America) ha progettato, realizzato e distribuito questo
documento.
A.M.I.C.I. Lombardia,
che ha curato l'edizione italiana, ringrazia la CCFA
per l'autorizzazione alla pubblicazione in Italia.
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